Tchad, tra petrolio e guerra civile (Gentes, 02/2008)

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I rifugiati. Gli sfollati. I ribelli. Il petrolio. I colori vivi. I morti. La guerra civile.

tchad | cvxlms.itLa situazione socio-politica in Tchad

In Tchad ad oggi si contano circa 300 etnie diverse. Ognuna di esse parla un idioma suo, ma tutti parlano l’arabo e molto diffuso è anche il francese. Le principali Etnie del Paese sono: Zagawa (etnia del presidente), Dadjo, Tama e Fuk.
I Zagawa e i Fuk sono etnie arabe, mentre i Dadjo e i Tama sono etnie africane. I primi due gruppi sono solitamente nomadi e dediti alla pastorizia, e gli altri due sono stanziali e dediti alla agricoltura. Una stima indicativa può essere considerata quella che descrive la composizione religiosa: 58% musulmani, 22% cattolici, 10% protestanti, 10% animisti. Si consideri che, per quanto detto prima, la popolazione è presente solo nella parte centrale e meridionale del Paese.

I musulmani sono presenti nella Capitale e in tutta la zona est del Tchad, mentre i cattolici e i cristiani animisti sono più concentrati nella zona meridionale, confinante con la Repubblica Centro Africana, il popolo Sarah.
Il Paese è diviso in 19 Prefetture o regioni. I prefetti sono tutti militari e non vengono eletti, ma indicati dal presidente, attualmente Idriss Deby, in carica da 17 anni, dopo aver preso il potere manu militari nel 1990. Deby, eletto in modo pebliscitario nel 1996 e nel 2001, nel 2005 ha modificato la costituzione – che prevedeva solo due mandati per lo stesso presidente – per poter essere rieletto di nuovo capo dello Stato. Deby gode dell’appoggio imprescindibile della Francia: ex colonia francese, il Tchad è infatti gestito e controllato quasi completamente dalla Francia e i suoi margini di reale autonomia sembrano essere minimi. Il territorio del Tchad presenta diverse zone di tensione e molteplici formazioni ribelli. La gestione militare tchadiana è supportata dall’intelligence francese, senza la quale sarebbe impossibile garantire stabilità nel Paese.

Il conflitto tchado-tchadien: cenni storici sulla guerra civile in Tchad

1960-1990

Per trent’anni i guerriglieri del Fronte di Liberazione Nazionale (FROLINAT) di etnie diverse, uniti dall’appartenenza religiosa all’Islam e provenienti dal nord del Paese, appoggiati dalla Libia di Gheddafi, si sono scontrati con le etnie del sud di religione cristiana, con le quali si contendevano il potere subito dopo l’indipendenza. Le etnie cristiane del sud vennero appoggiate, armate e sostenute da Olanda e Francia.

1990-1996

Alla fine degli anni settanta il presidente Hissène Habré prende il potere. Lo conserverà fino al 1990, quando Idriss Deby, a capo delle sue truppe depone Habré e si dichiara presidente. Dal 1990 al 1996, i guerriglieri del Movimento per la Democrazia e lo Sviluppo (MDD) fedeli al deposto presidente Hissène Habré – radicati nel sud del Paese – si scontrano con l’esercito del governo del presidente e generale Déby, sostenuto dalla Francia. Si arriverà a una vera pace solo nel 1998, quando le forze del MDD vengono integrate nell’esercito e nel governo.

1997-2002

Mentre i guerriglieri del MDD di Habré vengono integrati nell’esercito regolare portando una certa stabilità nel sud del Paese, a nord i guerriglieri del Movimento per la democrazia e la giustizia in Ciad (MDJT), sostenuti dalla Libia, scagliano un’offensiva contro il governo di Déby. Nel 1999 una serie di piccoli gruppi ribelli-banditi formano una coalizione di opposizione al governo, il Coordinamento dei movimenti armati e politici (CMAP). Il conflitto sembra spento con l’accordo di pace tra governo ciadiano e MDJT, che viene siglato nel gennaio 2002 a Abidjan, ma si registrano scontri tra esercito e frange ribelli fino al 2004. Ancora nel 2003 vi sono zone non controllate dal governo; solo alla fine del 2003 alcuni membri dell’ANR (Armée Nationale de Résistance), un gruppo ribelle nato nel 1995, hanno firmato un accordo di pace con il governo e sono stati integrati nelle forze armate nazionali.

2005-2007

In questi ultimi due anni vi è stato il gravissimo fatto della forzatura del Presidente Deby sulla costituzione e la sua rielezione per la terza volta a presidente, del tutto illegittima. A tale forzatura è corrisposta l’unificazione sotto la sigla FUC (Front Uni pour le Changement) di due formazioni ribelli: Rdl (Rassemblement pour la Démocratie et la Liberté), i cui membri in buona parte vengono da elementi non smobilitati dell’ex ANR, e Scud (Socle pour le changement, l’unité nationale et la démocratie), formata da ex-militari che hanno disertato per forti disaccordi con il presidente Deby. All’inizio la diserzione di poche decine di soldati tchadiani nell’ottobre 2005 non è stata presa sul serio da parte delle autorità, ma nei mesi successivi ai disertori si è aggiunto un consistente numero di ufficiali e stretti collaboratori del presidente Deby, che si trova sempre più isolato dal resto della comunità Zaghawa, egemone el Paese. Molti disertori erano proprio di etnia Zaghawa e rinfacciavano al presidente di non aver provveduto al miglioramento delle condizioni di vita della sua stessa etnia. Nel novembre del 2005 l’esercito, al quale si erano unite due formazioni ribelli, ha lanciato una pesante offensiva contro Adre, città al confine con il Soudan, che ha provocato la morte di centinaia di combattenti tra ribelli e soldati.

Scarica il numero Tchad di Gentes 02/2008

Sommario

EDITORIALE

Diventare “massa critica”, di Leonardo Becchetti

STUDIO

Tchad, di Angelo Tomassetti

INVITO ALLA PAROLA

Omelia del p. generale Adolfo Nicolas sj

Se Gaza scoppia, di Janiki Cingoli

VITA LEGA

Perù – Romania 1-1, di Chiara e Martina

Lms Milano, finalmente ci siamo anche noi…, Gruppo Lms di Milano

III DI COPERTINA

La biblioteca di Gentes

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