Israele, Palestina (Gentes 05/2006)

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israele | cvxlms.itIsraele e Palestina: Medio Oriente senza pace

Le recenti elezioni politiche tenutesi in Israele e nei Territori palestinesi amministrati dall’Anp hanno segnato per molti osservatori l’apertura di un nuovo, potenzialmente cruciale capitolo dell’apparentemente infinito conflitto arabo-israeliano-palestinese. Traendo lo spunto da simili avvenimenti, il presente “Studio” si propone di inquadrare in maniera concisa ma esauriente i punti nodali alla base di una delle questioni geopolitiche più complesse del periodo contemporaneo. Dopo aver ripercorso in un breve excursus le vicende storiche di maggiore rilevanza, ci soffermeremo quindi sugli accadimenti degli anni più recenti, cercando di individuarne le linee di continuità e i punti di cesura rispetto al passato. La seconda parte del presente lavoro è invece dedicata all’analisi delle problematiche socio-politiche che, già oggi ma soprattutto nel prossimo futuro, acquisiranno un peso sempre maggiore nella bilancia di un conflitto il cui esito appare ancora incerto e indecifrabile. Indagheremo quindi il profilo demografico e la questione idrica relativi allo stato di Israele e ai Territori palestinesi, soffermandoci infine sul drammatico problema della negazione dei diritti umani che, purtroppo, si è da tempo affermato quale corollario di uno scontro insieme etnico, religioso e culturale.

I diritti negati dai palestinesi. L’intrafada e la pena di morte nei territori occupati

Il 12 giugno 2005 il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha interrotto una moratoria di tre anni, autorizzando la ripresa delle esecuzioni: quel giorno, quattro prigionieri sono stati messi a morte mediante impiccagione e fucilazione. Un quinto prigioniero è stato impiccato il 27 luglio. Si è trattato di un grave passo indietro, motivato secondo le autorità palestinesi dalla necessità di ripristinare l’ordine pubblico, pesantemente compromesso da un crescente livello di anarchia e violenza, a tal punto che alcuni commentatori parlano di intrafada. Il numero dei palestinesi uccisi da altri palestinesi cresce di anno in anno. Quello dell’ordine pubblico è un problema sempre più avvertito nella società palestinese. Dal settembre 2000 l’esercito israeliano ha distrutto molte installazioni di sicurezza e altre istituzioni. I raid aerei hanno colpito prigioni, stazioni di polizia e altre infrastrutture. Questa situazione ha concretamente pregiudicato una piena operatività delle forze di sicurezza palestinesi e ha fornito il pretesto all’Anp per giustificare la propria inazione… A gennaio 2006, nei bracci della morte palestinesi si trovavano tra le 30 e le 50 persone, la maggior parte delle quali con- dannate tra il 1996 e il 2004 per omicidio e stupro, le altre per “collaborazionismo” con le forze israeliane. L’applicazione della pena di morte da parte dell’Anp è caratterizzata da numerose iniquità: gli imputati sono processati da tribunali militari, difesi da avvocati d’ufficio e condannati al termine di udienze brevissime, senza possibilità di appello se non alla grazia presidenziale. (Amnesty International, Sopravvivere sotto assedio. Violazioni dei diritti umani dei pa- lestinesi nei Territori Occupati, EGA Editore, Torino, 2006, p. 26)

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Sommario

EDITORIALE
Medio Oriente senza pace, di Michele Camaioni

STUDIO
Israele-Palestina: due popoli, una terra, di Michele Camaioni e Maurizio Debanne

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