Finanza solidale (da Gentes, 05/2008)

Comment

Gentes Gentes 2008 Le nostre riviste

finanza solidale | cvxlms.itLa sfida della finanza solidale

Il “teorema” della distorsione nella scala delle priorità
Il principale obiettivo degli intermediari finanziari e degli istituti bancari è oggi quello della creazione di valore per gli azionisti. La coincidenza tra questa scelta e il benessere della collettività viene data per scontata, ma in realtà si fonda sulla validità di almeno uno dei seguenti due assunti difficilmente dimostrabili. Il primo è quello della separazione tra il perseguimento di questo obiettivo e la realizzazione di quelli di portata più ampia per il benessere sociale (in ordine di importanza progressiva valore aggiunto,
sviluppo umano, aumento delle capabilities e functionalities, felicità socialmente ed economicamente sostenibile).

È infatti del tutto evidente che possono nascere contrasti tra il criterio della creazione di valore per gli azionisti e tutti i valori ad esso sopraordinati. Non è infatti possibile escludere che il valore per gli azionisti sia creato a scapito della sostenibilità ambientale e della tutela del lavoro. Come ben sappiamo i problemi ambientali e sociali sul tappeto sono talmente seri che occuparci della questione non è soltanto un fatto di altruismo, ma di autointeresse lungimirante. Il rischio è quello dell’inversione tra aspetti “accidentali” (l’essere azionista) e “sostanziali” (la dimensione produttiva del lavoro) della persona, con effetti negativi sul benessere individuale. Anche riconoscendo che questo primo assunto viene probabilmente meno, è possibile continuare a difendere la linea della coincidenza tra creazione di valore per l’azionista e benessere sociale attraverso un secondo assunto: in presenza di istituzioni forti con un opportuno sistema di regole, è possibile vincolare le imprese a comportamenti indirizzati alla creazione di valore per gli azionisti nel vincolo del rispetto degli altri criteri di benessere sociale e ambientale.

Il problema fondamentale di oggi è che anche questo secondo assunto salta, nel momento in cui le imprese possono scegliere di delocalizzare le loro attività. Finché esisteranno paradisi fiscali e zone franche nelle quali non sussiste alcuna tutela del lavoro, è impossibile pensare a una separazione dei compiti tra imprese e istituzioni. Le imprese, attraverso la finanza solidale, devono dunque assumersi la responsabilità sociale ed ambientale del loro operato.

Creatività sociale e legge di mercato, la necessità di una finanza solidale

La concorrenza e il mercato non sono solo dura legge di “necessità”, medicina amara ma necessaria per creare le condizioni per una crescita del benessere economico aggregato. Il recente sviluppo dell’economia della responsabilità sociale e della finanza solidale sta dimostrando che esistono nuovi strumenti in grado di promuovere, proprio attraverso il mercato, solidarietà e giustizia sociale.

Conoscere meglio questi meccanismi e intervenire affinché queste energie positive possano funzionare appieno, può contribuire in maniera importante alla sostenibilità sociale e ambientale dello sviluppo. Crediamo non sia più lecito sorridere o considerare irrilevante questo tema, quando circa un decimo dei risparmi investiti in fondi azionari negli Stati Uniti ricade nel comparto dei fondi che utilizzano criteri etici per la gestione del portafoglio, quando un prodotto come la banana equosolidale raggiunge una quota di mercato del 49 percento in Svizzera, quando il 52 percento delle imprese quotate nei 18 maggiori paesi industrializzati pubblica un bilancio sociale, l’uomo più ricco del mondo decide di dedicarsi completamente alle attività della sua fondazione impegnata nel sociale e il più famoso gestore di fondi d’investimento del mondo effettua un investimento ingente in tale fondazione.

Per la crescita della finanza solidale, tre elementi sopra tutti meritano una riflessione. In primo luogo la crescente disponibilità a pagare di consumatori e risparmiatori per valori sociali ed ambientali incorporati in prodotti reali e finanziari. In secondo luogo il fatto che le istituzioni, le organizzazioni sindacali ed il mondo delle imprese cominciano ad essere sensibili e a muoversi in questa direzione. Per citare solo uno dei tanti esempi rilevanti si consideri il Protocollo sullo sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile e compatibile del sistema bancario italiano (16 Giugno 2004), sottoscritto da ABI e organizzazioni sindacali del credito, che definisce un percorso di sostenibilità e compatibilità sociale che si propone di stimolare l’adozione di comportamenti socialmente ed ambientalmente responsabili delle istituzioni creditizie. Infine l’emergere di un nuovo soggetto economico, l’impresa sociale di mercato, che facendo finanza solidale supera la tradizionale dicotomia tra i) creazione di valore economico delle imprese che massimizzano il profitto senza valutare le potenziali esternalità negative di carattere sociale ed ambientale generate, e ii) erogazione di servizi sociali da parte di società no profit che ridistribuiscono il valore creato dalle prime.

Le imprese sociali di mercato, attraverso la finanza solidale, riescono a dare più valori al mercato dando un mercato ai valori. Esse creano valore economico avendo come obiettivo non la massimizzazione del profitto, ma direttamente una finalità sociale come quella dell’inclusione nel sistema socioeconomico. In questo modo assolvono contemporaneamente con la loro attività alle due funzioni di creazione di valore economico e di sostenibilità sociale ed ambientale. Essendo sul mercato e in concorrenza con tradizionali imprese che massimizzano i profitti, esse trasformano la responsabilità sociale in una variabile competitiva, stimolando i processi di responsabilità sociale d’impresa e generando imitazione parziale da parte delle imprese tradizionali, che si contendono con esse la quota di mercato dei consumatori/risparmiatori più socialmente responsabili.

Il mercato è un ecosistema complesso fatto da alberi di alto fusto (imprese che massimizzano il profitto), ma anche da vegetazione più bassa (imprese sociali di mercato) che svolge un ruolo fondamentale per la stabilità dell’ecosistema stesso.

Scarica il numero Finanza solidale di Gentes 05/2008

Sommario

EDITORIALE

Attivi nella contemplazione, contemplativi nell’azione, di Michele Camaioni

STUDIO

Alcune provocazioni per un’economia ed una finanza solidale, di Leonardo Becchetti

MAPPAMONDO

MISSIONE E SOCIETÀ

Casilino 900: come si fa guerra ai poveri

La Compagnia di Gesù ricorda padre “Geppo”

Missione e cooperazione in terra di frontiera

Magis, un grido di speranza per i bimbi non udenti d’Albania

di Maurizio Debanne

VITA LEGA

Lms Milano, diario della giornata rumena tra testimonianza e controinformazione

Lettera della Lms di Torino sul Perù

Proposte per l’estate 2008

III DI COPERTINA

La biblioteca di Gentes

(Visited 48 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Comunicazione importante: variazione coordinate bancarie

Per evitare seri problemi di accredito dei bonifici, in particolare per il prossimo Convegno di Padova, ricordiamo nuovamente che da diversi mesi è variato l’IBAN del Conto Corrente Bancario relativo alla BPM (ex Banca Popolare di Novara), nonché l’Agenzia di riferimento.

Comunichiamo di seguito le nuove Coordinate Bancarie a cui far riferimento:

Banco  BPM – Filiale di Roma Ag.1

Via di Campo Marzio, 67/68 – 00186 Roma

IBAN:  IT21 T 05034 03201 000000125472

BIC:  BAPPIT21A61

L’intestazione del conto rimane invariata:

Comunità di Vita Cristiana Italiana (CVX Italia)

Via del Caravita, 8/A – 00186 Roma

Raccomandiamo vivamente di utilizzare soltanto queste coordinate e cestinare quelle relative all’Ag. 36, dato che quel conto è stato chiuso definitivamente.

Vi invitiamo anche a diffondere il più possibile questa variazione, perché nel frattempo sono arrivati diversi bonifici sul vecchio conto, con i conseguenti disguidi.