Quante volte perdonare (Cammino di Pietro n.8)

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Cammino di Pietro: ottava unità. “Signore, quante volte perdonare?” (Mt. 19,21)

Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli.

Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà , avrai guadagnato tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.

In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.

Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte? E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”.

Quante volte perdonare. Analisi del testo

La domanda di Pietro: “Signore, quante volte dovrò perdonare?..” nasce da un disagio che i discepoli da tempo avvertivano tra di loro. Il Maestro sconcerta: da un lato, la sua parola, risuona estremamente esigente, radicalissima, al punto che nessuno ce la fa a reggere il passo, dall’altra, la sua azione, esprime una grande misericordia con chi sbaglia, al punto da rasentare il lassismo: si, parla, parla, poi alla fine con questo tutti si salvano. Ci sarà pure un limite alla misericordia, o dobbiamo lasciarci prendere per scemi?

La risposta a Pietro è preceduta da due grandi insegnamenti che dicono in cosa consiste la radicalità evangelica: la misericordia non ha limiti. Anche nel caso del fratello più ostinato, la risposta ultima sarà quella di un’attesa piena di rispetto silenzioso e di speranza.

I temi sono allora tre: la volontà di Dio è che tutti si salvino; la correzione fraterna; la necessità di perdonare sempre (settanta volte sette è un’immagine che significa appunto sempre).

Quante volte perdonare. Domande per l’attualizzazione

1. La misericordia che ha usato Gesù nei confronti dei peccatori, e anche dei suoi stessi nemici, ha sconcertato i discepoli. “Vuoi vedere che chiederà anche a noi di fare la stessa cosa?”.
Davanti a uno che perdona sempre, che reazioni avresti? Ci sono dei limiti oltre i quali non
bisogna transigere? Prova fare qualche esempio che ti è capitato in proposito.

2. E’ impossibile entrare nel “Vangelo del Perdono” se non si è fatta una forte esperienza di
perdono. Una di queste esperienze possiamo viverla nel Sacramento della Confessione. Che pensi di questo sacramento tra i più importanti e anche tra i più complessi del cristianesimo? Qual è la tua esperienza? Ti è mai capitato di incoraggiare un tuo compagno a fare una buona confessione?

3. Sulla “correzione fraterna” Gesù offre dei suggerimenti preziosi per superare i conflitti interpersonali. Come riformuleresti, per i nostri giorni, le parole di Gesù su questo punto? Ti è mai capitato di osservarle?

4. Nel brano di Vangelo si parla anche di necessità di pregare insieme. E’ un invito chiaro a fare insieme ad altri esperienza della salvezza. Hai mai avuto il coraggio, dopo aver magari ascoltato
una confidenza bella o triste di un tuo compagno, di dire: “Ringraziamo Dio!” oppure “calmati, preghiamo insieme”?

Quante volte perdonare. Spunti per la Preghiera

La via della santità

Udii un vecchio confratello ragionevole e buono, perfetto e santo, dire:
“Se sentirai la chiamata dello Spirito, ascoltala e cerca di essere santo con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze.
Se però, per umana debolezza non riuscirai ad essere santo, cerca allora di essere perfetto con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze.
Se, tuttavia, non riuscirai ad essere perfetto a causa della vanità della tua vita, cerca allora di essere buono, con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore, con tutte le tue forze.
Se, ancora, non riuscirai ad essere buono a causa delle insidie del maligno, cerca allora di essere ragionevole con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore, con tutte le tue forze.
Se, infine, non riuscirai ad essere santo, né perfetto, né buono, né ragionevole a causa del peso dei tuoi peccati, allora cerca di portare questo peso di fronte a Dio e affida la tua vita alla Divina Misericordia.
Se farai questo, senza amarezza, con tutta umiltà e con giovialità di spirito a causa della tenerezza di Dio, che ama gli ingrati e i cattivi, allora comincerai a capire cosa sia ragionevole, imparerai ciò che è buono, lentamente aspirerai ad essere perfetto, e infine anelerai ad essere santo.
Se farai tutto questo, ogni giorno, con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze, allora io ti garantisco, fratello: sarai sulla strada di S. Francesco, non sarai lontano dal Regno dei Cieli!”.

(L. Boff)

Rimetti a noi i nostri debiti

Signore, nel nostro vocabolario umano ci sono due parole divine: riconciliazione, perdono.
Dacci una mano ad inserirle nella nostra vita, per noi sono difficili. Facci sentire il bisogno che tu le pronunci a nostro favore e noi le possiamo dire per gli altri.
Tu sai quante volte ti voltiamo le spalle e finiamo per ritrovarci in una selva oscura.
Ti ringraziamo per l’amarezza e il disagio che ci fai provare in quei momenti: sono un tuo richiamo, sono sete di te, infinita Sapienza, Giustizia, Verità.
Aiuta ognuno di noi a meritare il tuo perdono, a intraprendere un cammino di riconciliazione che ci riporti dall’inquietudine alla serenità, tornando con i nostri passi nel raggio della tua luce.
Facci capire che senza di Te non c’è pace e che la pace con te non la possiamo fare se prima non la facciamo tra noi.
Viviamo in un mondo saturo di violenza, di terrorismo.
Ci facciamo del male con tanta facilità.
Delitti, sequestri, prepotenze sono all’ordine del giorno.
Viviamo con le armi in pugno tra oriente ed occidente, tra arabi ed ebrei, tra drusi e maroniti.
C’è conflitto tra continenti, tra classi sociali, tra generazioni, ma anche tra colleghi, tra coniugi, tra uomo ed uomo.
Guarda Signore questa aiuola che ci fa tanto feroci. Suscita nell’animo di coloro che si considerano nemici un forte desiderio di riconciliazione.
Tu ci ricordi che hai “progetti di pace e non di sventura”.
Donaci entusiasmo per seguire i tuoi progetti, per non stare pigri e fermi sull’uscio della nostra casa mentre i fratelli si combattono.
Prendici per mano, non ci far temere la fatica di un cammino che ci avvicina a te, perché al termine dei nostri giorni, possiamo consegnare alle future generazioni un mondo più fraterno, dove le parole: riconciliazione, perdono, abbiano portato il loro frutto e, nella giustizia e nella pace, le tue creature cantino la tua gloria.

(E. Morosi)

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