Guarigione della suocera (Cammino di Pietro n. 3)

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Cammino di Pietro. Terza unità: la guarigione della suocera (Mc. 1,29-30)

E usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.

Guarigione della suocera. Analisi del testo

Con la guarigione della suocera di Simon Pietro, Marco da inizio alla narrazione dei miracoli di Gesù. Tutta la prima parte del suo Vangelo è narrazione di miracoli. Come inizio è un po’ modesto. Nulla di spettacolare: una donna anziana che riacquista le forze e riprende a “servire”. I miracoli di Gesù non vogliono essere spettacoli da circo. Sono segni che rinviano a qualcosa di più profondo: donare all’uomo la capacità di amare, cioè di servire. In questo viene restituita all’uomo la pienezza della sua dignità, l’essere a immagine e somiglianza di Dio: amare, cioè servire. Ovviamente questo, che è il primo miracolo del Vangelo, sarà l’ultimo a realizzarsi, sarà il frutto del sacrificio pasquale di Gesù. La donna anziana è simbolo della piccolezza e dell’inutilità. Ciò che è scartato agli occhi degli uomini, dell’efficienza, diventa grande agli occhi di Dio. Egli infatti ha scelto ciò che è stolto e debole per confondere i sapienti e i forti (1Cor. 1,26).

Gesù guarisce prendendo per mano: il suo “segno”, offerto per ogni generazione, avviene attraverso un contatto fisico nel toccare con la sua mano. Un segno antropologico estremamente importante: come uomini abbiamo bisogno di segni che tocchino la nostra sensibilità.

Un ultima osservazione su Pietro. Il primo discepolo, il primo papa, era un uomo sposato. Ha avuto una vita affettiva completa eppure, da quando ha incontrato Gesù, le esigenze della sua vita familiare passano in secondo piano. Dopo questo passo, il Nuovo Testamento non dirà più nulla sulla famiglia di Pietro.

Guarigione della suocera. Domande per l’attualizzazione

1. Il segno che da inizio al “Vangelo dei miracoli”, consiste nel donare ad una persona la forza per servire. Per credere l’uomo ha bisogno di segni. Così si spiga l’abbondanza di miracoli compiuti da Gesù. Che idea ti sei fatto, in questi anni, dei racconti evangelici sui miracoli ?
Ti è mai capitato di assistere ad un miracolo?

2. Nel Vangelo si sottolinea molto l’importanza di personaggi femminili, di bambini, di stranieri, peccatori ed emarginati. Sono di fatto le categorie privilegiate da Cristo. Su ciascuna di queste categorie si potrebbe aprire un ampio dibattito: la dignità della donna nel mondo, i diritti dei
bambini, degli extracomunitari, degli anziani, in definitiva degli emarginati e degli irregolari in
genere. Il Vangelo implica prendere posizione. Su questi temi, da che parte ti stai schierando?

3. Gesù guarisce prendendo per mano. Quali le occasioni in cui “la mano” che ti è stata offerta, è risultata decisiva nella tua vita?

4. Pietro ha avuto una vita affettiva completa, matura. La tua vita affettiva ti avvicina, ti allontana, ti rende indifferente alla sfera religiosa? Dopo l’incontro con Gesù, Pietro inizierà una vita da celibe. Per seguire il Vangelo alla lettera pensi che sia indispensabile condurre una vita celibataria?

Guarigione della suocera. Spunti per la preghiera

Signore vorrei tanto

Signore,
vorrei tanto aiutare gli altri a vivere,
tutti gli altri, i miei fratelli,
che penano e soffrono senza saperne il perché, aspettando che la morte li liberi.
Lavorare per poter mangiare,
mangiare per lavorare ancora,
con, alla fine, la vecchiaia e la morte.
No! Non è questa la Pace che hai promesso!
Signore,
vorrei tanto aiutare gli altri a vivere …
Senza l’elemosina insultante d’una sterile compassione. Impedire ai poveri di morire, è bene.
Ma se è per lasciarli morire di fame
per tutta la vita,
per fare della loro vita una morte senza fine,
divento complice di questo assassinio,
perché conservo il superfluo che loro serve per vivere. Dividere amichevolmente le ricchezze del mondo
è prendere la nostra parte alla tua creazione.

(Raoul Follereau)

Bivio

Lo hai detto anche Tu, Signore: “non è bene che l’uomo sia solo”. E lo hai corredato di famiglia e di amici.
Ed ognuno ti ringrazia per questo.
E’ bello fare un tratto di strada insieme,
non sentirsi soli in un cammino a volte difficile,
comunicarci le impressioni di un’esperienza nuova ogni giorno,
affrontare insieme il sole, la pioggia, il vento della vita,
scoprire e scambiarci i valori dello spirito:
intelletto, amore, libertà, arte, fede,
allietando il viaggio e superando la monotonia;
ma presto o tardi, si giunge a un bivio,
le nostre strade si separano:
ognuno deve seguire la sua.
E’ un momento triste, difficile;
giunge, a volte, inaspettato
quando l’uno pensava di aver ancor più bisogno dell’altro,
quando lo scambio quotidiano dei valori ci faceva considerare un’unica realtà, quando si credeva ormai di camminare sempre insieme.
E il sogno s’infrange contro un bivio che separa, che allontana,
lasciandoti solo in un cammino divenuto più pesante.
Allora, Signore, ricordami che non sono solo,
Tu sei sempre accanto, in Te sento vicina ogni persona amata.
Illuminami di speranza: quel “bivio” non l’ha fatta sparire per sempre, torneremo ad incontrarci! Suggeriscimi, con la grazia della Tua Parola, che tutte le strade portano alla stessa meta
dove tu ci attendi e ci riunisci per sempre in un abbraccio eterno.

(da E Morosi, La tenda del convegno)

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