Category Archives: Le nostre riviste

Primavera araba 2.0 (da Gentes 1/2013)

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Egitto, Giordania, Libia, Israele, Tunisia, Siria. Viaggio nella Primavera araba 2.0

primavera araba | cvxlms.itSono trascorsi due anni da quando Mohamed Bouazizi, un giovane venditore ambulante tunisino, si è dato fuoco in protesta contro le autorità di Tunisi, ispirando quel movimento popolare che ha attraversato tutto il Medioriente e il Maghreb ed è stato ribattezzato Primavera Araba. Alcuni rintracciano la prima scintilla di questo fermento politico e sociale ancora prima, nel “campo della dignità” di Gdeim Izik, 12 chilometri a sud di El Ayun, allestito nell’ottobre 2010 dai Saharawi che chiedevano l’indipendenza dal Marocco. La Primavera Araba è lo spartiacque della storia recente dei paesi nell’area nordafricana e mediorientale. Egitto, Libia, Tunisia e Yemen si sono liberati da decenni di dittature personalistiche. In Marocco e Giordania, le leadership al potere hanno intrapreso blande riforme per andare incontro alle richieste della piazza.

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Taizé, la comunità e la sfida profetica (da Gentes 6/2012)

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Una parabola di comunione. Breve storia della Comunità di Taizé

taizé | cvxlms.itTaizé. Dal 28 dicembre al 2 gennaio decine di migliaia di ragazzi si sono ritrovati a Roma in un incontro europeo per vivere la fraternità, la preghiera del cuore, e per disegnare insieme l’utopia evangelica che un Nuovo Mondo è realmente possibile, nel Nome di Gesù. Taizé ripropone la sua sfida profetica. Ecumenismo senza barriere, partecipazione e impegno per la giustizia sociale, accoglienza gratuita dello straniero: queste le coordinate che trasmetteranno speranza a Roma e all’Europa.

Alla domanda: «Il concilio dei giovani si impegnerà nella politica?», la risposta di frère Roger di Taizé fu: «Fin dall’inizio si trovava già indicata una presa di posizione per l’uomo. Dare la propria vita perché l’uomo non sia più vittima dell’uomo. Così sembra impensabile che il concilio dei giovani assuma non una scelta nel campo della vita politica. Senza impegno per la giustizia, il concilio dei giovani mancherebbe alla sua missione.

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Progetto Speranza (da Gentes 5/2012)

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1992 – 2012: Il Progetto Speranza, vent’anni dopo

progetto speranza | cvxlms.itCelebrare il ventennale di un’attività non è cosa da poco. Venti anni rappresentano infatti un’intera generazione. È la generazione dei volontari dei campi missionari del Progetto Speranza, iniziato in Albania nell’estate del 1992. Nessuno immaginava cosa potesse nascere dall’invio di quei fax dall’hotel Tirana effettuato nella prima metà di marzo di quell’anno. Siamo stati spettatori di un’impresa straordinaria, per il numero dei partecipanti, per l’efficacia dei progetti che ne sono seguiti, per la durata nel tempo. Ero partito da solo, con l’unico aereo mensile che collegava allora Roma con l’Albania. Vi andavo in obbedienza al superiore che mi chiedeva di sostenere una missione che era nata sotto l’insegna della fragilità e della precarietà. Si ritornava nel “Paese delle aquile”, ad oltre quarant’anni dalla cacciata e dall’interdetto, ad esercitare qualsiasi culto religioso. La Santa Sede chiedeva ai gesuiti il ripristino delle opere soppresse: il Seminario e il Collegio Saveriano di Scutari, la Stazio Missionaria volante, la Parrocchia del Sacro Cuore a Tirana. Dopo quasi mezzo secolo di “ateismo di Stato”, l’impresa rasentava la follia: la gente non aveva più alcuna educazione religiosa… Un seminario da aprire, allora, per chi? I confratelli inviati, anziani e ammalati, erano quasi tutti tornati subito in Italia per cure.

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Concilio Vaticano II (da Gentes 4/2012)

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Ripartire dal Concilio. L’eredità del Concilio Vaticano II e noi

concilio vaticano ii | cvxlms.itLa Chiesa siamo noi, ovvero l’assemblea del popolo di Dio convocata ed unita dalla sua comune chiamata. Più la stampa “laica” sembra divertirsi ad identificare la comunità dei credenti nella sua struttura di vertice vaticana, percependone solo l’aspetto di struttura esteriore ed ignorando del tutto la sua dimensione comunitaria animata dalla vita dello spirito, più diventa urgente e necessario ribadire questa verità sottolineata dal Concilio Vaticano II.

Il Concilio Vaticano II apre con le sue riflessioni sul popolo di Dio una stagione nuova ed affascinante nella quale siamo chiamati tutti ad essere protagonisti e la nostra comune responsabilità diventa sempre più decisiva. Soprattutto quella di noi laici, non gregge passivo ma membra vive di una comunità di credenti che, secondo la Lumen Gentium, è chiamata al compito affascinante di “ordinare le cose del mondo secondo Dio”. Questa missione assume un ruolo fondamentale in una grande visione che riprende la prospettiva paolina della “ricapitolazione in Cristo di tutte le cose”, ovvero in quel graduale progresso di umanità e di fratellanza che tutti i popoli della Terra sono chiamati a compiere progredendo nella fede.

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